domenica 7 gennaio 2018

CUCINARE CON LE MELE - Ebook di ricette GRATUITO

CUCINARE CON LE MELE - Ebook di ricette GRATUITO


CUCINARE CON LE MELE - Nuovo E-book gratuito di ricette e cultura.

È online il nuovo e-book gratuito di LIBRICETTE.eu, la prima libreria online dedicata agli e-book di cucina che ho fondato.

Quali piatti deliziosi possiamo cucinare con le mele?
Quante e quali sono le varietà di mela classiche, antiche e nuove?
Quale  significato hanno le mele nella nostra cultura?

Per rispondere a queste e molte altre domande non dovete fare altro che scaricare il nuovissimo E-book gratuito CUCINARE CON LE MELE, disponibile sul sito libricette.eu

Approfondimenti culturali e ricette tra le quali grandi protagoniste sono le torte, come vuole la tradizione, ma non mancano sorprendenti piatti salati e conserve per custodire in dispensa il sapore familiare di un frutto tanto prezioso.

Tra le ricette troverete anche le vincitrici del concorso CUCINIAMELA – La tua Ricetta in un E-book: Elisa Cingolani di SHRIMPS & BACON, Barbara Czepulonis di FOOD OH FOOD e Chiara Lazzarin di LA PULCE TRA I FORNELLI. Il concorso è stato organizzato in occasione della pubblicazione dell’opera ed è nato dalla collaborazione di LIBRICETTE.eu e CibusHD, il gruppo Facebook fondato da Roberto Leopardi, un ambiente sociale pulito e sano in cui scambiare idee, ricette, consigli e pubblicare le creazioni culinarie.

L’opera è stata realizzata con il supporto del RISTORANTE IL Ciabòt di Roletto dello chef Mauro Agù e in collaborazione con il media partner ATNEWS.

Oltre a me, hanno partecipato alla stesura dell’e-book gli autori Monica Benedetto e Nicolò del blog UNA PADELLA TRA DI NOI, Anna Giudice e Giovanna Lombardi del blog CUOCHE CLANDESTINE, Silvia De Lucas del blog SILVIA PASTICCI che ha ideato l’opera, Roberto Leopardi del blog RED TOMATO PASSIONE ROSSA IN CUCINA, Monica Martino del blog ESPERIMENTI IN CUCINA, UNA BIOLOGA AI FORNELLI, Anna Laura Mattesini di EAT PARADE BLOG e Lara Tedesco del blog LARA & THE KITCHEN.

Per scaricare gratuitamente l’E-book cliccare QUI

A presto con le novità di LIBRICETTE.eu!





domenica 17 dicembre 2017

Paccheri con ragù espresso di coppa e mela - UNA COPPA PER AMBROSIA


CATEGORIA: primo piatto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
La carne di maiale, si sa, si sposa perfettamente con il sapore di alcune mele.
La Coppa Piacentina DOP, nello specifico, con la sua ricchezza e sapidità, si lega al gusto dolce e rinfrescante della Mela Ambrosia in maniera così piacevole per il palato, da non richiedere lunghe o complesse preparazioni.
Una pasta carnosa e appagante come i Paccheri, una deliziosa Coppa Piacentina DOP, la Mela Ambrosia e un primo piatto profumato e stimolante è pronto.

La Mela Ambrosia, nata per caso in Canada alla fine degli anni '80 del XX secolo, è un frutto che si distingue per spiccata dolcezza, bassa acidità e polpa molto croccante e succosa.
Questa mela chiamata con il nome del cibo degli Dei, ha un colore che riunisce rosso e giallo che percorrono la sua superficie rendendola emotivamente "rallegrante". Le dimensioni la collocano tra i gradi calibri (un frutto pesa mediamente dai 220 ai 280 grammi). Ha le peculiarità di contenere molte fibre e di essere altamente serbevole.
La Mela Ambrosia è ottima a crudo e a mio parere si rivela molto interessante anche dopo la cottura, specie se breve, come nel caso della ricetta che vi propongo di seguito e che vi consiglio di provare se siete alla ricerca di un antipasto veloce e diverso dal solito.
Per maggiori informazioni sulla Mela Ambrosia visitate la pagina Facebook dedicata cliccando QUI.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE
320 grammi di Paccheri
200 grammi di Mela Ambrosia privata del torsolo
120 grammi di Coppa Piacentina DOP tagliata a fette sottili
Un rametto di rosmarino fresco
Pepe nero macinato al momento q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Porto a bollore abbondante acqua salata e vi tuffo i Paccheri.


mercoledì 13 dicembre 2017

Asti secco e Mela Ambrosia per l'aperitivo di Natale - ASTI NEL CUORE DI AMBROSIA


CATEGORIA: bevanda

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Siamo abituati a vedere le mele ripiene di qualcosa che si mangia, ma perché non riempirle con un aperitivo natalizio?
Pochi e semplici passaggi, una buona mela, un vino di qualità e l'inafferrabile aura delle spezie, misteriosa come è la notte di Natale in cui i bambini si chiedono come riesca Babbo Natale a far tutto..

Ho realizzato questo aperitivo in collaborazione con MELA AMBROSIA e CONSORZIO PER L'ASTI DRY, una versione moderna e attenta ai gusti dei consumatori che prende le mosse dal famoso spumante aromatico, portando in questo vino la forza incantatrice dei profumi dell'uva moscato.

La Mela Ambrosia, nata per caso in Canada alla fine degli anni '80 del XX secolo, è un frutto che si distingue per spiccata dolcezza, bassa acidità e polpa molto croccante e succosa.
Questa mela chiamata con il nome del cibo degli Dei, ha un colore che riunisce rosso e giallo che percorrono la sua superficie rendendola emotivamente "rallegrante". Le dimensioni la collocano tra i gradi calibri (un frutto pesa mediamente dai 220 ai 280 grammi). Ha le peculiarità di contenere molte fibre e di essere altamente serbevole.
La Mela Ambrosia è ottima a crudo e a mio parere si rivela molto interessante anche dopo la cottura, specie se breve, come nel caso della ricetta che vi propongo di seguito e che vi consiglio di provare se siete alla ricerca di un antipasto veloce e diverso dal solito.
Per maggiori informazioni sulla Mela Ambrosia visitate la pagina Facebook dedicata cliccando QUI.

COSA CI METTO, INGREDIENTI PER 4 PERSONE
4 mele Ambrosia di circa 250 grammi ciascuna
La scorza di un'arancia non trattata
1,5 cucchiaini di mix di spezie per Gingerbread
Asti secco q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Taglio la calotta delle mele a circa un cm di altezza per non perdere il picciolo.
Con un levatorsoli tolgo la parte centrale dei frutti avendo cura di non forare il fondo.
Rimosso il torsolo, utilizzando uno scavino, tolgo la polpa senza intaccare o bucare le pareti: devo ottenere una sorta di bicchiere.

domenica 3 dicembre 2017

Veli di mela Ambrosia fiammeggiata con fonduta di Gorgonzola - SALOMÈLA


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Le mele sono un vero e proprio dono di natura che in cucina offre possibilità di utilizzo, cottura, giustapposizione di sapori pressoché senza limiti.
Dalle mele selvatiche a quelle antiche e da quelle commerciali ai frutti nuovi, nati da innesti finalizzati a migliorarne caratteristiche e adattabilità alle richieste del mercato, i sapori, le consistenze e i colori cacciano il concetto di noia dal vocabolario di chi approccia la cucina con curiosità, creatività e voglia di esplorare.

La Mela Ambrosia, nata per caso in Canada alla fine degli anni '80 del XX secolo, è un frutto che si distingue per spiccata dolcezza, bassa acidità e polpa molto croccante e succosa.
Questa mela chiamata con il nome del cibo degli Dei, ha un colore che riunisce rosso e giallo che percorrono la sua superficie rendendola emotivamente "rallegrante". Le dimensioni la collocano tra i gradi calibri (un frutto pesa mediamente dai 220 ai 280 grammi). Ha le peculiarità di contenere molte fibre e di essere altamente serbevole.
La Mela Ambrosia è ottima a crudo e a mio parere si rivela molto interessante anche dopo la cottura, specie se breve, come nel caso della ricetta che vi propongo di seguito e che vi consiglio di provare se siete alla ricerca di un antipasto veloce e diverso dal solito.

Per maggiori informazioni sulla Mela Ambrosia visitate la pagina Facebook dedicata cliccando QUI.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE
2 mele Ambrosia di circa 250 grammi ciascuna
100 grammi di Gorgonzola dolce
60 grammi di latte intero fresco
2 cucchiaini rasi di zucchero di canna
Sale q.b.
Pepe nero macinato al momento q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Con l'apposito strumento, privo le mele del torsolo e le taglio orizzontalmente a fette spesse circa 1 mm, utilizzando un coltello molto affilato.

giovedì 30 novembre 2017

Biscotti semi salati, ricotta, mele Annurca caramellate e piccanti - IL CONTEST PEPERITA

 


Biscotti semi salati, ricotta, mele Annurca caramellate e piccanti - IL CONTEST PEPERITA

Il peperoncino è entrato nella mia vita culinaria tanto tempo fa.
Prima era genericamente lo Spagnolin, come lo chiamiamo in Piemonte, che vedevo usare da mia madre per il Bagnetto Verde o i tomini freschi piccanti.
Poi sono arrivati i viaggi oltre oceano durante i quali ho iniziato a capire che dietro lo Spagnolin c'è un universo di varietà che coinvolgono forma, dimensioni, odori, grado di piccantezza e sapore. Questo ultimo aspetto è stato il più sorprendente per una neofita della capsaicina quale ero: ogni peperoncino ha un sapore preciso e un profumo che lo identifica in modo univoco.
Così nel mio vocabolario gastronomico sono comparse parole quali Habanero, Bhut Jolokia, Carolina Reaper, Jalapeño...ovvero i nomi di alcuni dei peperoncini che ho imparato ad amare.

Siano essi piccole lanterne rosse o gialle, virgole di soda polpa verde, o grinzosi scrigni color del cioccolato, i peperoncini sono un vero e proprio mondo nel quale chiunque può apprezzare sensazioni forti o gentili carezze di piccantezza.

Quando si è concretizzata la possibilità di partecipare al concorso organizzato da PEPERITA e dal CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO in occasione della Giornata Nazionale del Peperoncino, non ho potuto fare a meno di iscrivermi e sono felice di averlo fatto.



È stato un modo di imparare cose nuove e di comprendere ancora più a fondo che "peperoncino" è una parola nella quale la varietà e le differenze trovano comodo alloggio perché gli accenti piccanti, in tutte le loro sfumature, sono solo l'inizio...

mercoledì 8 novembre 2017

Crema spalmabile dolce di Rubatà - "CADETE" IN TENTAZIONE


Crema spalmabile dolce di Rubatà - "CADETE" IN TENTAZIONE

Semplice, genuina, senza orpelli: questa crema spalmabile dolce nasce dall’unione di pochi ingredienti che girano attorno ai Rubatà di Chieri rispettandone ed esaltandone la delicata bontà e il colore naturale.

La Crema Spalmabile Dolce di Rubatà di Chieri può essere gustata calda o fredda, così come è con un cucchiaino (anche se sono convinta che nessuno avrà nulla da dire se vorrete usare direttamente le vostre dita per aumentare esponenzialmente il suo potere confortante), assieme alla frutta fresca, oppure in accompagnamento a formaggi non troppo stagionati.

Che siate felici o tristi, dedicate un po’ del vostro tempo a preparare la Crema Spalmabile Dolce di Rubatà di Chieri: non conoscerete pentimento, fidatevi.

Ho realizzato questa ricetta in collaborazione con la Fiera di San Martino di Chieri, in occasione del progetto È SEMPRE ORA DI RUBATÀ




COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 8 PERSONE
650 ml di latte intero fresco di alta qualità
150 grammi di Rubatà di Chieri
4 cucchiaini di rum chiaro
80 grammi di zucchero semolato
La buccia di mezzo limone non trattato (solo la parte gialla)
Il succo di mezzo limone non trattato
Cannella in polvere q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
In una capace pentola riunisco i grissini spezzettati assieme a tutti gli altri ingredienti, ad eccezione della cannella e del succo di limone. Copro e lascio macerare per un’ora.

martedì 22 agosto 2017

Zuppa fredda di pomodoro con robiola di capra e pane all'aglio - LA PASSATA IMBELLETTATA

 

Il Calendario del Cibo Italiano, con il quale ho il piacere di collaborare, ha eletto il giorno 22 agosto 2017 Giornata Nazionale della Passata di Pomodoro.


Ecco il mio contributo.

Zuppa fredda di pomodoro con robiola di capra e pane all'aglio - LA PASSATA IMBELLETTATA

CATEGORIA: primo piatto o piatto unico.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Immaginate la scena: casa di campagna nel Monferrato, estate piena, un piccolo orto che regala chili e chili di pomodori che profumano l'aria alla sera, quando il sole tramonta e i grilli prendono a riempire l'aria ormai tiepida con il loro richiamo che è pace, che è sensualità senza malizia, che è introduzione alla notte, madre di tutti i sogni.
Poi un pergolato benignamente invaso da un folto glicine sul quale si arrampicano due gatti siamesi di città, (Billo e Metti per amore di cronaca) che, a contatto con libertà e natura, diventano tigri in miniatura, scatenando un istinto che nessuna ciotola piena di cibo e nessun comodo cuscino avrebbe mai potuto annichilire.
Sotto a quel glicine, due lunghi tavoli di legno realizzati da mio padre e suo fratello con gli alberi del bosco che, ormai vecchi e stanchi, lasciavano il posto a nuovi nati, in un naturale e stupefacente ciclo spontaneo.
Sui tavoli, il fornello portatile che ospitava il pentolone nel quale ribolliva la passata di pomodoro che preparavano la mia mamma e le mie zie, facendo lavorare a pieno regime l'utensile che separava la polpa dei pomodori dalle bucce.

L'odore caldo dei pomodori che cuocevano, gli schizzi rossi come lava zampillante da un vulcano che eruttava salsa mista ad amore, pace interiore, sospensione temporale, visioni che, anche se ancora non lo sapevo, si sarebbero radicate nella mia anima così in profondità da divenire irremovibili.

Credetemi, nella mia mente queste immagini sono vivide e palpitanti: io apprendevo secondo quel miracoloso e toccante processo che nasce dall'osservazione e dalla condivisione di gesti.

Oggi, quando preparo la passata di pomodoro, sia che finisca in barattoli e bottiglie, sia che la realizzi per consumarla al momento come condimento per un buon piatto di spaghetti o come zuppa fredda estiva, quei momenti esplodono nella mia mente e nel mio cuore. In quel piccolo lago rosso come solo i buoni sentimenti riescono ad essere, rivedo tutto e non riesco a trattenere la gioia...e nemmeno mi chiedo di farlo.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Per celebrare la Giornata Nazionale della Passata di Pomodoro assieme a Il Calendario del Cibo Italiano, ho deciso di realizzare un piatto semplice ma pieno di sapore nel quale si avvicendano dolcezza, sapidità, piacevole acidità e la carezza rassicurante del pane.

La passata di pomodoro fatta e consumata al momento, profumata di basilico, diventa una zuppa fredda che fa da base e accompagnamento al sapore robusto della robiola di capra innervata da un filo di miele. Le briciole di pane profumate di buon olio e aglio donano croccantezza e un sapore "casalingo" al quale non so rinunciare quando si parla di amorevoli ricordi.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per la passata di pomodoro:
1 Kg di pomodori Piccadilly
12 grosse foglie di basilico fresco
4 cucchiaini di olio extravergine di oliva
Miele di acacia q.b.
Sale q.b.
Pepe nero macinato al momento q.b.

Per le quenelle di robiola di capra:
140 grammi di robiola di capra fresca
2 cucchiaini di miele di acacia

Per le briciole di pane:
4 manciate scarse di mollica di pane bianco (per una ricetta senza glutine sostituire il pane tradizionale con un prodotto adeguato e certificato)
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Inoltre:
Alcune piccolissime foglie di basilico fresco per completare e decorare

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Taglio i pomodori in quattro parti e li sistemo all'interno di una capace pentola d'acciaio con fondo spesso. Unisco poco sale, chiudo con un coperchio e cuocio a fiamma medio - bassa fino a quando i pomodori sono morbidissimi e la buccia si stacca dalla polpa.

giovedì 17 agosto 2017

Gnocchi di piselli e menta con bottarga di muggine - GNOCCHELLI


CATEGORIA: primo piatto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ci sono cibi che, in quelle giornate che fanno della tempesta emotiva il filo conduttore, sanno calmare le inquietudini anche solo pronunciandone il nome.
Gli gnocchi sono una cura commestibile dal potere taumaturgico e onnicomprensivo, un po' come quegli intrugli che i falsi medici vendevano nei villaggi del vecchio West, solo che gli gnocchi funzionano davvero! Sono delicati, morbidi al punto da sciogliersi in bocca, dolci e lievi, come fossero fatti della stessa materia delle nuvole e come queste possono assumere infinite forme che si traducono in varianti di sapore, giocando con le materie prime utilizzate.

Fare gli gnocchi, inoltre, è piacevole, rilassante e aiuta a costruire la propria tradizione culinaria, quella che nasce da ciò che abbiamo imparato dalle persone amate e che elaboriamo, facendolo nostro.

Quindi mi chiedo: gnocchi...davvero solo il giovedì?

Ecco quindi un bel piatto di gnocchi dal sottofondo dolce rinfrescato dalla menta e da un tocco di limone e contrastato dalla divina sapidità della bottarga di muggine e dalla pungente aromaticità dell'erba cipollina. Un po' di buon olio extravergine, una macinata di pepe profumato e il gioco si è praticamente fatto da sé.

Ho realizzato questa ricetta in collaborazione con VALFRUTTA - CONSERVE ITALIA SOC. COOP. AGRICOLA con sede a San Lazzaro di Saveno - Bologna (vai al sito), che aderisce al progetto QUIDANOI (vai al sito).

Per realizzare questa ricetta ho utilizzato i piselli piccoli lavorati freschi, cotti al vapore e coltivati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Le materie prime con le quali Valfrutta realizza i suoi prodotti sono coltivate in Italia da 14.000 soci agricoltori riuniti in 51 cooperative, rispettano la stagionalità e sono controllati dalla semina alla lavorazione.
La gamma dei prodotti è ampia: conserve di frutta, legumi e verdura, prodotti pronti cotti al vapore, succhi, bevande, polpe di frutta, legumi e cereali secchi, anche con certificazione biologica.

È Valfrutta stessa a raccontare la propria storia sul sito web: "La nostra storia comincia nel 1966 come progetto di valorizzazione sociale e culturale a sostegno dell’attività agricola: tre cooperative ortofrutticole emiliano-romagnole costituiscono CALPO, il consorzio Cooperative Associate Lavorazione Prodotti Ortofrutticoli,
E' il 1972: nasce il logo Valfrutta e il consorzio si dota della struttura industriale per trasformare direttamente la frutta delle cooperative socie negli stabilimenti di Cotignola e Barbiano in provincia di Ravenna. Negli anni seguenti, poi, si sviluppa rapidamente sia come capacità produttiva che come gamma di prodotti, dando il benvenuto a nuove cooperative nella compagine sociale.
E’ il 1976: nasce Conserve Italia, polo commerciale nazionale per i prodotti della CALPO e di altre 14 cooperative italiane di trasformazione operanti nei settori della frutta, dei vegetali e del pomodoro. Tra il 1978 e il 1980 il progetto Conserve Italia diventa una realtà a tutti gli effetti, ponendo le basi per la sua crescita nazionale e internazionale.
La sede di Valfrutta viene spostata a Bologna, e mentre la compagine sociale accoglie progressivamente nuove cooperative, vengono introdotti degli standard comuni sulle metodologie di coltivazione, sugli impianti di produzione, sui sistemi di gestione e controllo qualità. E’ in questo periodo che assistiamo al lancio del brand ed alla costruzione dell'identità aziendale con ingenti investimenti pubblicitari sul marchio.
Nel 1987 viene creato il celebre payoff "La natura di prima mano", per comunicare i valori cardine di Valfrutta di ieri e di oggi: naturalità, genuinità e tradizione.
E’ nel corso degli anni '90 che prendono piede una serie di attività di riposizionamento coerente con il brand: le persone, le cooperative e gli stabilimenti Valfrutta insieme formano un complesso agricolo e industriale senza pari, in Italia e in Europa.
Dopo cinquant'anni, Valfrutta continua ad affermare la propria leadership offrendo prodotti di alta qualità e ad alto contenuto di servizio, sfruttando risorse energetiche interamente rinnovabili, e lanciando nuovi elementi sul mercato con contenuti di innovazione per tipologia, formato e packaging.
La sua base e i suoi valori fondanti rimangono invece immutati ancora oggi: il rispetto delle persone, della terra su cui lavoriamo e dei frutti che ogni giorno ci offre.
Crediamo nel felice incontro tra la passione umana e i mezzi della tecnologia: una filosofia che è frutto dell’unione tra la tradizione e la missione di una marca europea, al passo coi tempi."

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per gli gnocchi:
  • 560 grammi di piselli piccoli cotti al vapore VALFRUTTA (peso sgocciolato)
  • 24 foglioline di menta fresca + alcune per la decorazione dei piatti
  • 8 cucchiai circa di farina 00 + un po' per formare gli gnocchi
  • Poca scorza di limone non trattato grattugiata al momento
  • Sale q.b.
  • Pepe nero macinato al momento q.b.

Per condire:
  • Bottarga di muggine q.b.
  • Alcuni steli di erba cipollina fresca
  • Olio extravergine d'oliva q.b.
  • Pepe nero macinato al momento q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Scolo i piselli dal liquido di conservazione e li sciacquo sotto acqua corrente per poi scolarli nuovamente e stenderli su un canovaccio pulito per lasciarli asciugare (io utilizzo un canovaccio di cotone bianco che lavo e igienizzo facendolo bollire per alcuni minuti in acqua addizionata con bicarbonato di sodio in modo che i cibi non assorbano eventuali profumi o residui di detersivi e ammorbidenti).

domenica 13 agosto 2017

Patate viola ripiene di crescenza di capra, miele di flora alpina, nocciola Piemonte - ROCCE DI LUNA


Il Calendario del Cibo Italiano, con il quale ho il piacere di collaborare, ha eletto il giorno 13 agosto 2017 Giornata Nazionale delle Verdure Ripiene.


Ecco il mio contributo.

Patate viola ripiene di crescenza di capra, miele di flora alpina, nocciola Piemonte - ROCCE DI LUNA

CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Le patate viola sono incredibilmente affascinanti: lessate, poi sbucciate e lucidate con un filo di burro fuso, sembrano rocce iridescenti sulla cui superficie si specchia la luna. Quella luna che illumina le notti di montagna, pervase da una brezza che origina in luoghi che sembrano esistere solo nei sogni. Montagna che dà vita a un miele profumato di prati estivi e a formaggi di capra pieni e saporiti. Montagna che degrada verso la collina, quel territorio nel quale crescono rigogliosi i nocciòli, alberi generosi che regalano un frutto dalle peculiarità uniche: la Nocciola Piemonte.

Per celebrare la Giornata Nazionale delle Verdure Ripiene, ho pensato a un antipasto semplice che porta in sé il giocoso brivido della sorpresa: perché "ripieno" significa anche questo...attesa, approccio, scoperta. Ogni piatto, se dentro si mettono amore e dedizione, anche il più basilare, può regalare un momento felice. Rompere un guscio, guardare, annusare, poi assaggiare e riconoscere. Serve davvero molto altro per vivere un'emozione?

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE
12 piccole patate viola di circa 45 grammi ciascuna
120 grammi di crescenza di capra
45 grammi di Nocciole Piemonte tostate, private del guscio e della pellicina interna
4 cucchiaini colmi di miele di flora alpina
Alcuni aghi di rosmarino
Latte intero fresco di montagna q.b.
Burro fresco di montagna q.b.
Sale se necessario q.b.
Pepe nero macinato al momento q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Spazzolo le patate sotto un getto d'acqua fredda corrente per eliminare ogni residuo di terra.

venerdì 11 agosto 2017

Ghiaccioli al pomodoro con miele di tarassaco e cannella - GHIACCIORO


Il Calendario del Cibo Italiano, con il quale ho il piacere di collaborare, ha eletto il giorno 11 agosto 2017 Giornata Nazionale del Ghiacciolo.


Ecco il mio contributo.

Ghiaccioli al pomodoro con miele di tarassaco e cannella - GHIACCIORO

CATEGORIA: dolce.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Li si fa una volta in casa ed è finita: si diventa automaticamente soci onorari del club maniaci dei ghiaccioli fatti in casa.
Sì, perché il primo esperimento è solo l'inizio di una lunga serie di ghiaccioli fatti in casa che si ha voglia di provare, indipendentemente dall'essere amanti dei sapori classici o inguaribili curiosoni riguardo accostamenti insoliti di sapore e ingredienti.

Semplicissimi da realizzare, sani, golosi, capaci di celebrare i fulgidi colori dei frutti (e, perché no, delle verdure) che il nostro territorio ci regala, i ghiaccioli fatti in casa sono gioia pura al di sotto dello zero termico.

Per realizzare i ghiaccioli non sono necessari strumenti sofisticati: sono sufficienti quelli che si hanno solitamente a disposizione in cucina, materie prime di qualità e tanta voglia di sperimentare.

I ghiaccioli al pomodoro che ho realizzato hanno un sapore molto particolare che fonde la naturale dolcezza dei pomodorini Datterini, il gusto straordinario del miele di tarassaco, dolce, deciso, mai stucchevole e quello consolatorio della cannella, che riporta inevitabilmente alle profumatissime torte di mele fatte in casa. In bocca, oltre alla freschezza, lasciano un persistente sapore che personalmente trovo molto piacevole.

Se questa ricetta vi incuriosisce, provatela: io intanto vi aspetto al club...

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 6 MINI GHIACCIOLI
250 grammi di pomodorini Datterini maturi e sanissimi
40 grammi di miele di tarassaco
1/2 cucchiaino di cannella in polvere

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Se necessario, riscaldo delicatamente il miele a bagno maria per renderlo fluido.